Friuli Venezia Giulia
    18 Settembre 2021 Aggiornato alle 22:21
    Salute

    A Udine riapre il reparto di terapia intensiva Covid. Due i ricoverati

    Entrambi contagiati dalla variante Delta del virus. Si tratta di un 75enne che si è ammalato subito dopo aver fatto la prima dose di vaccino (e quindi non ancora coperto) e di un 60enne vaccinato con doppia dose, ma affetto da altre malattie
    di Ludovico Fontana

    Dopo una settimana è stata riaperta la terapia intensiva Covid a Udine. Sono stati ricoverati due uomini, uno della provincia di Udine e uno del Pordenonese. Entrambi sono stati intubati. Il primo, 60 anni, è già completamente vaccinato, ma ha gravi comorbidità. Il secondo, 75 anni, aveva ricevuto la prima dose ma si è contagiato subito dopo e ha quindi sviluppato la malattia quando non era ancora coperto dal vaccino. Sono i primi due casi gravi di contagi da variante Delta avvenuti in Friuli Venezia Giulia. L'unico altro precedente riguarda infatti un uomo, poi guarito, che aveva contratto la variante Delta all'estero, e che era stato ricoverato sempre a Udine, punto di riferimento per la terapia intensiva Covid in regione. Flavio Bassi è il primario. "I due pazienti stanno rispondendo bene alle terapie che abbiamo iniziato e fanno ben sperare", spiega, anche grazie all'avvenuta vaccinazione. "Sono fermamente convinto - aggiunge - del fatto che la vaccinazione sviluppi una risposta anticorpale di protezione, e quindi è un'arma in più che abbiamo". 
     
    La terapia intensiva Covid riapre dunque a Udine in estate dopo giorni, in un periodo complicato perché di ferie, con personale ridotto, esattamente come un anno fa. Era il 23 luglio 2020 quando  furono portati due uomini di rientro dall'Albania, padre e figlio, poi guariti, ma il reparto rimase aperto ininterrottamente fino allo scorso giugno. "Ci aspettavamo di dover riaprire vista la risalita dei contagi e ci siamo fatti trovare pronti", continua il dottor Bassi. "Il processo organizzativo che avevamo portato avanti nei mesi scorsi - conclude - ci ha permesso di dare una risposta immediata, senza dover ridurre alcun tipo di attività chirurgica attualmente presente in questo ospedale".
     
    
    					

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