Friuli Venezia Giulia
    23 Settembre 2021 Aggiornato alle 13:30
    Economia & Lavoro

    Sindacati e imprese concordi: più controlli nell'edilizia

    Gli addetti ai lavori avevano chiesto alle autorità verifiche già prima della sparatoria di via Carducci, che potrebbe essere legata ad affari nel settore
    di Lorenzo Gherlinzoni

    Nei cantieri edili di Trieste vige il "no comment", lavoratori e responsabili non vogliono parlare davanti alle telecamere e comunque la situazione, ci confermano tutti, è tranquilla. Sta di fatto però che le parti sociali del settore dell'edilizia in venezia giulia (Fillea Cgil, Feneal Uil, Filca Cisl, ma anche l'ance FVG, l'associazione regionale dei costruttori) già almeno un mese prima della sparatoria in via Carducci dello scorso 4 settembre, avevano portato all'attenzione del prefetto di trieste alcune importanti criticità: lavoro nero, elusione contrattuale, finte partite iva, concorrenza sleale - nel contesto di una forte ripresa dell'edilizia nel post-lockdown, sostenuta anche dal superbonus 110%.

    Per i sindacati, comunque, la sparatoria di via Carducci non si può spiegare solo con le dinamiche dell'edilizia. Andrea di Giacomo, Segretario Generale Feneal UIL di Gorizia e Trieste, dice che non si può criminalizzare l'intero settore: le situazioni di lavoro regolare, anche di aziende straniere, sono comunque la maggioranza, il comparto tira e di lavoro ce n'è per tutti: la guerra tra bande - afferma - non può essere legata solo al settore delle costruzioni in quanto tale, ma va piuttosto ricercata nel sottobosco malavitoso che nell'edilizia in espansione ha trovato fonti di guadagno facile. Per questo tutte le parti sociali, confermando la massima fiducia nella magistratura, chiedono pugno di ferro nello stroncare questo fenomeno.

    Nel servizio la voce del responsabile regionale dei costruttori Ance Roberto Contessi
    
    					

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