Friuli Venezia Giulia
    28 Ottobre 2021 Aggiornato alle 00:24
    Arte & Cultura

    Pordenonelegge chiude con 25 mila presenze

    Il presidente della Fondazione organizzatrice del festival, Michelangelo Agrusti, " L'anno della rinascita, raggiunto equilibrio tra economia e cultura, Trieste e Lignano tra le sedi dell'edizione 2022"

     E' stato l'anno della rinascita per Pordenonelegge 2021, che ha archiviato la sua 22esima edizione dopo cinque giorni tra incontri, dialoghi, lezioni magistrali per 250 eventi in cartellone e oltre 500 protagonisti in 35 sedi e dieci città del Friuli Venezia Giulia: da Trieste e Lignano Sabbiadoro, per la serata inaugurale, al cuore storico del festival, la città di Pordenone insieme a 7 centri della sua provincia.

    "I dati, ancora in fase di verifica, parlano di almeno 25mila presenze nei luoghi del festival, sui 30mila posti disponibili quest'anno in regime di pandemia, tutti ben distanziati e predisposti nella massima sicurezza" - ha spiegato il presidente di Fondazione Pordenonelegge, Michelangelo Agrusti, nell'incontro stampa di bilancio.

    "Un risultato che va oltre le più rosee aspettative e che deve però sommarsi a un altro dato eccezionale e ancora parziale: quelle centinaia di migliaia di visualizzazioni che sono una preziosa conquista della resilienza pandemica, la Pnlegge Tv, diventata valore aggiunto del festival" - ha proseguito Agrusti.

    "Quest'anno l'abbiamo riproposta in sinergia con gli Istituti italiani di cultura che hanno rilanciato i nostri eventi dai loro siti, a beneficio di utenti dei cinque continenti" - ha aggiunto.

    E Pordenonelegge 2021 ha vinto ancora molte altre scommesse: quella del green pass, innanzitutto, una richiesta che non ha scalfito il grande desiderio del pubblico di partecipare in presenza alla Festa del Libro.

     "Sul piano della dialettica fra economia e cultura, Pordenonelegge conferma il suo ruolo di impresa culturale - ha ancora
    affermato Agrusti - un volano economico concretamente stimato nel ritorno di 8 euro per ogni euro investito dall'ente pubblico sul festival. Una testimonianza, quindi, di sostenibilità ed equilibro fra economia e promozione culturale, alla luce anche del sold out nelle strutture ricettive e dei luoghi di ristorazione della città e dell'hinterland.

    Ma ancora una volta è stata un grande generatore di passione per i libri e gli autori.

    L'edizione 2022 intanto è già nel mirino: "sarà senz'altro ampia ed estesa come quella che si sta concludendo - ha anticipato il presidente Agrusti - e ripartirà dalle sedi toccate quest'anno. Certamente le città di Trieste e Lignano faranno parte del prossimo cartellone, e le geografie del festival potranno ulteriormente estendersi, in Italia ma non solo. Sappiamo che l'Europa ha moltissima voglia dell'Italia che produce cultura".
    
    					

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