Friuli Venezia Giulia
    30 Novembre 2021 Aggiornato alle 00:34
    Cronaca

    I portuali confermano la linea dura

    Intanto c'è una maggioranza silenziosa che comincia a dare segni di irritazione e afferma il suo diritto di andare regolarmente al lavoro
    di Anna Vitaliani

    Varchi chiusi a partire dalle ore 7 del mattino, al molo settimo come all'ingresso in riva Traiana. 

    Confermata la linea dura da parte del Coordinamento dei lavoratori del porto di Trieste - il più giovane dei sindacati nato 6 anni fa che sulla carta conta 260 lavoratori, ma che con forza ha affermato fin dal principio blocco ad oltranza se non si cancella il green pass.

    La politica ha cercato una mediazione, un'audizione in consiglio regionale ad hoc e qui lo spiraglio "se il governo posticipasse l'introduzione del green pass forse si scongiura il blocco di 5 giorni".

    Ma c'è il malessere di una maggioranza silenziosa che invece non è d'accordo con la protesta e vuole lavorare come Massimo, impiegato, che ha lasciato il porto di Taranto 5 anni fa sperando di trovare a mille km da casa un lavoro certo per sè e la sua famiglia.

    Altri parlano, ma mantenendo l'anonimato.

    «Lo sciopero non è autorizzato, chi partecipa commette un reato» - ha dichiarato il prefetto Valerio Valenti durante il Comitato per l'ordine e la sicurezza. A dichiarare lo sciopero illegittimo è stata in mattinata la commissione di garanzia.

    Intanto sono attese migliaia di persone a manifestare e la questura ha chiesto un rinforzo di 300 uomini."Ma non dovrebbero esssrci violenze" ha dichiarato il questore Irene Tittoni.
    Intanto le aziende portuali stanno informando i clienti italiani ed esteri. da Istanbul le navi non stanno più scegliendo Trieste da giorni, come spiega il terminalista Enrico Samer.
     
    
    					

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