"Siamo 30 mila: oggi blocchiamo la città, venerdì il porto"

Corteo no green pass, tanti i gilet gialli. Tensione sotto la prefettura. Spintoni e microfono strappato di mano ai componenti della troupe Rai

Quindicimila secondo la questura, 30 mila per gli organizzatori. Un corteo con tanti "contro": contro il green pass, il governo, il ministro Speranza, i virologi, il generale Figliuolo e questa volta anche i sindacati confederali definiti venduti. Sfilano in corteo a Trieste tanti lavoratori del porto che hanno annunciato: oggi blocchiamo la città, il 15, se l'obbligo di green pass non sarà revocato, bloccheremo il porto a oltranza.

Il coordinamento dei portuali ha fatto sapere che il 40 per cento dei lavoratori dello scalo non è vaccinato. La diffidenza verso il vaccino, però, è comune a tutti i manifestanti.

Giornalisti sempre nel mirino. Questa volta ci hanno strappato il microfono e la telecamera al grido di venduti.

Il corteo si è fermato davanti alla prefettura. Una delegazione composta da lavoratori del porto e di altri comparti produttivi è stata ricevuta dal vicario del prefetto che trasmetterà le richieste a Roma. Un gruppo più agitato non voleva andarsene da piazza Unità. Alla fine una trattativa: i carabinieri si sono tolti il casco e i manifestanti lentamente se ne sono andati.

A proposito dell'aggressione ai colleghi della troupe, il Comitato di redazione della Rai Fvg ha diffuso una nota nella quale si legge: "Se il diritto a manifestare è assolutamente legittimo, ogni forma di violenza e intimidazione nei confronti dell'informazione è invece inaccettabile. Chiediamo alle autorità di individuare i responsabili del gesto e ricordiamo che il diritto-dovere di informare è sancito dalla Costituzione".