Friuli Venezia Giulia
    02 Dicembre 2021 Aggiornato alle 19:41
    Spettacolo

    Il magico archetto di Mischa Maisky ha incantato il pubblico del Verdi

    Dopo il concerto in si minore di Dvorjak il poema sinfonico "Morte e trafigurazione" di Richard Strauss e il salmo 13 di Von Zemlinsky
    di Francesca Vigori

    Che emozione al Teatro Verdi di Trieste, con il violoncellista lettone Mischa Maisky. E meno male che c'è stato il via libera alla capienza al 100% dei luoghi della cultura perchè chi voleva assicurarsi un'esperienza da ricordare per una vita ha dato l'assalto alla biglietteria.

    Teatro pieno, dunque,  più di mille persone con il fiato sospeso, trascinate nella impervia e stupenda partitura del concerto in si minore di Dvorjak per violoncello e orchestra. In ascolto di un artista grandioso che parla dritto all'anima con l'archetto e le risonanze del legno antico. Maisky e il suo temperamento musicale, in cui il talento geniale si fonde con le scuole di Rostropovich e Piatigorsky, commuove, esalta, elettrizza.

    L'orchestra del Verdi, diretta da Nikolas Nägele, lo accompagna con energia. Poi gli applausi, che non finiscono più. E il violoncellista regala ben tre fuori programma, Bach, Bach e ancora Bach. 

    Il concerto della ministagione sinfonica del Verdi non si esaurisce con Mischa Maisky. C'è anche il poema sinfonico Morte e Trafigurazione di Richard Strauss e il salmo 13 di von Zemlinsky, con il coro del Teatro che regala nuove emozioni
    
    					

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