Friuli Venezia Giulia
    25 Gennaio 2022 Aggiornato alle 19:45
    Economia & Lavoro

    Terza corsia, niente accelerazione

    In Commissione a Roma presentato e poi ritirato un emendamento che avrebbe velocizzato i lavori con un finanziamento di 440 milioni
    di Lillo Montalto Monella

    L'illusione che lo Stato finanziasse i lavori per la terza corsia dell'A4 con 440 milioni, dando un'accelerata ai tempi di almeno un anno, è durata il tempo di un emendamento ritirato. Un battito di ciglia.

    In Senato poche ore fa è stato approvato con la fiducia il decreto infrastrutture. Nel testo però non c'è traccia di un emendamento ritirato dagli stessi firmatari già prima, durante le discussioni in Commissione alla Camera. 

    In questo emendamento, che vedeva tra i sostenitori diversi deputati veneti della Lega assieme a colleghi di altri schieramenti, si chiedeva l'autorizzazione alla spesa di 440 milioni per il famigerato imbuto tra San Donà e Portrogruaro. 

    L'emendamento alla fine è diventato una semplice richiesta al governo - - formale ma molto poco vincolante - - di assumersi un qualche tipo di impegno su quel tratto di autostrada. 

    Tutto rimane come prima, dunque. Il cronoprogramma prevede che i lavori su quel tratto partano a fine 2023. Non possono partire prima perché già si stanno facendo altri lavori, e perché difficilmente le banche concedono prestiti ad una società la cui concessione è scaduta nel 2017. 

    I soldi per realizzare quel tratto Autovie Venete deve trovarli dai pedaggi. Degli 800milioni spesi, 650 sono stati autofinanziati. Ma tra 2020 e 2021 a causa pandemia sono entrati nelle casse di autovie venete meno soldi. Meno entrate vogliono dire anche più ritardo nell'autofinanziamento. E quest'opera non si può concludere solo con l'autofinanziamento, sottolinea l'Assessore regionale alle infrastrutture e territorio.

    Non c'è infine solo un problema di costi, ma anche di tempi. 

    Sul tanto contestato budello d'asfalto ci sono da fare oltre 600 espropri, per non parlare dei cavalcavia da costruire, le interferenze da eliminare. Quel gruzzoletto da Roma avrebbe consentito di avviare la progettazione a inizio 2023 invece che fine anno, ma comunque non era chiaro a chi sarebbero andati quei soldi. La concessione di Autovie è scaduta, e la cosiddetta NewCo, costituita per assicurare il rinnovo automatico della concessione dell’A4 senza gara europea, è ancora ferma ai blocchi di partenza.
    
    					

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