Friuli Venezia Giulia
    08 Dicembre 2021 Aggiornato alle 20:23
    Trasporti & Viabilità

    Identikit dell'ovovia

    Tre tratte per raggiungere il costone carsico in 15 minuti. I pro e i contro del progetto che sta dividendo Trieste
    di Andrea Saule

    Dalle rive di Trieste al costone carsico, in 15 minuti. Per il 2026, anche il capoluogo potrebbe avere la sua cabinovia: una linea unica, tre tratte, per rispondere a esigenze presenti, il decongestionamento del traffico da nord, e future. 

    Per Giovanni Longo, docente di pianifcazione dei trasporti dell'ateneo giuliano intervenuto oggi a Buongiorno regione, l'ovovia in questo senso può aiutare a risolvere il problema.

    Capolinea in molo IV, a due passi dalla stazione  e non distante da piazza unità; poi, due fermate intermedie: in Porto vecchio (dove ci sarà il terminal crociere) e all'ingresso di Barcola dove ora c'è il parcheggio del Bovedo.

    Da lì si sale: meno di sei minuti e complessivi sei piloni e si è a Opicina, con l'infrastruttura che scavalca viale Miramare, strada del Friuli e la Napoleonica. La stazione a monte dovrebbe sorgere a Campo Romano: viste alcune dispute con chi è proprietario dei terreni, potrebbe essere spostata di qualche centinaio di metri, arrivando più vicino alla Statale. 1800 persone la portata oraria dell'impianto, 48 il costo dell'infrastruttura interamente coperti da fondi ministeriali, mentre quelli di gestione sono stimati tra i 3 e i 4 milioni.

    Controindicazioni. La bora: l'ovovia funziona solo con vento inferiore agli 80 chilometri all'ora, quindi sarebbe chiusa una trentina di giorni l'anno. 

    L'iter, oltre al percorso di approvazione da parte della politica, prevede tempi certi: un anno e mezzo per il progetto esecutivo, 1 per le gare e al massimo due di lavori.
    
    					

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