Friuli Venezia Giulia
    18 Gennaio 2022 Aggiornato alle 22:46
    Economia & Lavoro

    Rientro al lavoro, oltre il 10% di assenze in Friuli Venezia Giulia

    L'allarme delle imprese: «cruciale la massima adesione alla campagna vaccinale». Sì a prolungamento smart working

    Confindustria e sindacati stimano che nelle aziende del Friuli Venezia Giulia in questo momento manchi il 10-12% di forza lavoro, tra dipendenti a casa contagiati e in isolamento o anche influenzati. Stime al rialzo nelle piccole e medie imprese e nel mondo artigiano. Ci sono realtà importanti come Abs a Udine o Wärtsilä a Trieste che dal rientro dalle ferie si ritrovano a fronteggiare il raddoppio delle assenze per malattia tra gli addetti alla produzione rispetto alla media stagionale. 

    Le aziende che già a inizio emergenza erano ricorse allo smart working lo stanno riattivando dove è possibile, come ad esempio il colosso della cantieristica Fincantieri e Icop nelle costruzioni. Una scelta necessaria per fronteggiare la crescita dei positivi e che insieme ai protocolli di sicurezza continua a funzionare evitando che nascano focolai nei luoghi di lavoro. 

    La situazione è complessa ma non drammatica, afferma il direttore generale di Confindustria Alto Adriatico Massimiliano Ciarrocchi, che descrive un quadro variegato. Le difficoltà maggiori si riscontrano nelle fabbriche a ciclo continuo o su quelle con linee produttive, nelle quali operano squadre a turni dove è più difficile la sostituzione. Al momento, continua Ciarrocchi, si riesce ancora a gestire le assenze con le risorse interne ma se dovesse peggiorare si dovrà ricorrere a personale esterno. 

    Le ripercussioni più pesanti si registrano nel mondo artigiano e nelle PMI. Un passaggio delicato, osserva Confapi FVG (la Confederazione italiana della piccola e media industria privata), evidenziando inoltre che da inizio anno le assenze per quarantena e isolamento non sono più considerate malattia ma ferie che i tanti lavoratori a casa si stanno quindi già consumando.

    Il problema sono i meccanismi delle quarantene che creano un effetto domino, rimarca invece il vicepresidente di Confindustria Udine Piero Petrucco, per il quale i prossimi due mesi saranno molto complicati e cruciale sarà la massima adesione dei lavoratori alla campagna vaccinale per evitare gravi ripercussioni. Per effetto dell'obbligo in vigore da febbraio, intanto, si segnalano in aumento le vaccinazioni tra gli over 50. 
    
    					

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