Friuli Venezia Giulia
    24 Maggio 2022 Aggiornato alle 18:25
    Ambiente

    Tagliamento, no alle casse di espansione e rispunta la traversa di Pinzano

    la regione chiede di trovare un punto di mediazione ma in assenza di proposte migliori il ponte traversa si farà, in teoria entro il 2026.
    di Lillo Montalto Monella

    Con l'approvazione di un Piano di gestione del rischio di alluvioni fino al 2027 da parte dell'autorità di bacino, si è tornato a parlare di come evitare altri disastri lungo il corso del Tagliamento. 

    Nonostante manchino ancora coperture economiche per tutte le opere, il governo potrebbe dare attuazione definitiva al piano con un decreto già a marzo. 

    In questi giorni è tutto un gran mediare da parte dell'assessore all'ambiente Scoccimarro tra posizioni che appaiono inconciliabili.

    L'ipotesi di casse di espansione del fiume - - invasi laterali per permettere di ridurre la quantità di acqua che arriva a valle in caso di piena - - è subito tramontata. 

    Resta in piedi quella più spinosa, contenuta nel piano: il "ponte-traversa" a Pinzano, dove c'è una stretta. Una struttura con feritoie che sotto lasciano passare un quantitativo considerato sicuro di acqua, ma non di più. 

    Una soluzione osteggiata da 22 comuni dell'area interessata, che temono per l'impatto dell'opera su quel tratto di fiume, e hanno già annunciato battaglia e ricorso. Opera che invece è vista con favore dai sindaci della bassa. 

    Scoccimarro ha chiesto agli uffici se possibile trovare un punto di mediazione; in assenza di proposte migliori, il ponte traversa si farà. In teoria entro il 2026. 

    Un'occasione per mettere al tavolo tutti e 42 i comuni, rivieraschi e di bacino, sarà la candidatura del Re dei fiumi alpini al riconoscimento "l'uomo e la biosfera" dell'UNESCO. 

    Intanto, sia Legambiente che il WWF criticano l'approccio squisitamente idraulico della questione, che non considera l'intero ecosistema del fiume. Entrambe le sigle ambientaliste suggeriscono invece - come da indicazioni europee - di recuperare e ripristinare la naturalità del fiume, togliendo argini dalle aree che possono essere esondate e non hanno valore industriale e turistico. 
    
    					

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