Friuli Venezia Giulia
    30 Giugno 2022 Aggiornato alle 18:35
    Politica & Istituzioni

    Lo strappo di Luigi Di Maio non convince i pentastellati nostrani

    Le tensioni romane del Movimento non hanno ripercussioni sul gruppo presente in consiglio regionale neppure sul ministro Patuanelli
    di Andrea Saule

     Un addio non certo inaspettato, che può dare al Movimento 5 stelle l’occasione per ridisegnarsi in vista delle politiche dell’anno prossimo. La fuoriuscita del ministro degli esteri Luigi Di Maio, di altri componenti del governo e di una cinquantina di parlamentari non cambia però gli equilibri in Friuli Venezia Giulia.

    Il ministro alle politiche agricole Stefano Patuanelli ha confermato che l’appoggio del movimento al Governo non è in discussione: Patuanelli rimarrà nelle fila dei pentastellati, che però in una riunione questa sera faranno i conti di quanti posti al governo son stati persi tra i sottosegretari.

    Senza i fuoriusciti, i 5 stelle diventano il secondo gruppo parlamentare dopo la Lega ma senza più rappresentanti nei dicasteri più importanti. Per Luca Sut, coordinatore regionale e parlamentare “lo strappo di Di Maio è avvenuto per interesse personale, le nostre discussioni non sono mai state contro il governo: l’assemblea deciderà le prossime mosse ma in regione non cambierà nulla”.

    Lo conferma anche la deputata Sabrina De Carlo: “Le scissioni sono dolorose, ora serve un’accelerazione sulla riorganizzazione interna mettendo da parte i tentennamenti”. In consiglio regionale tutti i 4 eletti rimangono nel gruppo dei 5 stelle: lo conferma anche il consigliere Andrea Ussai “A livello locale - dice - il movimento rimane compatto”.
    
    					

    Potrebbero interessarti anche...

    
    					
    						

    Altri video da Politica & Istituzioni