Friuli Venezia Giulia
    11 Agosto 2022 Aggiornato alle 23:40
    Politica & Istituzioni

    La porta stretta per un posto in Parlamento

    La riforma ha ridotto, nella nostra regione più che altrove, i posti disponibili. Scelte difficili in tutti i partiti per far quadrare i conti
    di Antonio Di Bartolomeo

    Tanta domanda, poca offerta. Lo si sapeva, del resto: la riforma ha ridotto il numero di parlamentari in Friuli Venezia Giulia di più, con un taglio secco del 40%, contro il 36 e mezzo della media italiana. Da 20 eletti a 12, in una regione che esprime diverse figure di spicco nel panorama nazionale, che difficilmente possono essere lasciate fuori. Come il ministro dell'agricoltura Stefano Patuanelli. Una candidatura solo qui sarebbe problematica, dal momento che il Movimento cinque stelle rischia di non eleggere nessuno nel collegio plurinominale regionale, che offre appena cinque posti: da altre parti si arriva fino a 18.

    Nel Partito Democratico tiene banco la questione del seggio da garantire alla minoranza slovena: la candidatura di Tatjana Rojc complica un quadro in cui Debora Serracchiani è blindata e Francesco Russo è uno dei pochi fedelissimi del segretario Enrico Letta, che vorrebbe definire tutti gli incastri la settimana prossima. Alleata col Pd, ci sarà Azione-Più Europa. La calendiana Isabella De Monte potrebbe beneficiarne se candidata in un collegio sicuro. Ancora incerto l'accordo del PD con Sinistra Italiana-Verdi e Italia Viva, che ha tra i massimi dirigenti Ettore Rosato, padre della legge elettorale.

    In casa centrodestra i posti a disposizione sono un po' di più, perché i sondaggi danno per certi almeno tre dei quattro collegi uninonimali. Fratelli d'Italia punta ad assicurare la rielezione di Walter Rizzetto e Luca Ciriani; ambiscono a un possibile terzo seggio Fabio Scoccimarro e Claudio Giacomelli. La Lega intende riconfermare Vannia Gava, sottosegretaria all'ambiente, mentre per Forza Italia c'è in prima fila la coordinatrice regionale Sandra Savino.

    Nel centrodestra il quadro sarà definito proprio dai collegi uninominali. Sono ancora tutti da assegnare e dire la sua anche Noi Con L'Italia, che in regione include l'uscente Renzo Tondo, che non intende ricandidarsi ma vuole favorire l'elezione di Giulia Manzan.
    
    					

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