Maltempo: disagi e danni ingenti a Lignano

Sott'acqua in particolare Lignano Pineta, perché il sistema non regge? I rimpalli di responsabilità

Il sistema di smaltimento delle acque reflue è pronto a reggere l'urto della crisi climatica?
Anche a Lignano Sabbiadoro è la regina delle domande. In un'ora, al mattino, è venuta giù poco meno della metà della pioggia che normalmente cade in tutto il mese di settembre. La zona di Pineta intorno a corso degli Alisei tra le più colpite.

"È entrata acqua dappertutto - spiega un'albergatrice - ha allagato la reception e l'abbiamo tirata via con le attrezzature che avevamo sotto mano".

"Un fulmine ha fatto spegnere tutta la luce, è saltato un frullatore, la gente era impaurita perché non potevano accedere alle macchine", lamenta una barista.

"Abbiamo iniziato a vedere l'acqua arrivare - spiega il proprietario di un locale - impossibile fermarla, ci ha allagato tutto, qui sotto avevamo un metro e mezzo, è entrata nei magazzini, in cucina; giornata di lavoro persa  e oggi è venerdì, abbiamo dovuto chiudere".

L'assessorato comunale al Turismo punta il dito contro le idrovore del Consorzio Acquedotto Friuli Centrale e del Consorzio di Bonifica Pianura Friulana, ma i diretti interessati indicano funzionano e hanno funzionato perfettamente. Il problema, denunciano sia il Consorzio di Bonifica che i gestori delle attività commerciali della zona, riguarda la manutenzione della rete di caditoie.

L'acqua proprio non riusciva ad arrivare ai bacini da cui pompano le idrovore, tutti fuori città.

"Abbiamo aperto a novembre - spiega un albergatore - speso soldi per fare un arredamento tutto in legno nuovo e ora questa sorpresa qui, speriamo non ci siano danni alle strutture in legno, c'erano 15 centimetri d'acqua dentro, le caditoie erano ostruite dagli aghi di pino che nessuno ha mai pulito in tutta l'estate, è una vergogna, non è la prima volta che capita questa cosa e questo succederà tutti gli anni, perché ormai il clima è questo".

"Succede spesso a Lignano, ogni paio d'anni succede - torna a spiegare la barista - la massa d'acqua, le fogne non accolgono, troppa d'acqua".

L’Arpa indica che un evento simile ha un tempo di ritorno tra i 2 e i 5 anni. Se da un lato la rete di captazione è stata progettata per un tipo di piovosità diversa da quella attuale -- indicano geologi e addetti ai lavori -- migliorare il deflusso delle acque consentirà in futuro, quantomeno, di mitigare il rischio idraulico.