Friuli Venezia Giulia
    24 Settembre 2022 Aggiornato alle 21:55
    Economia & Lavoro

    Monfalcone, un progetto per rigassificare metano direttamente nelle aziende

    Lo propone l'imprenditore Alessandro Vescovini: gas liquido via nave da distribuire alle imprese con treni e camion e rigassificarlo in zona

    Dopo il fallimento del progetto Smart Gas nel 2015, ci riprova l'imprenditore Alessandro Vescovini, proprietario dell'omonimo gruppo che produce bulloni principalmente nell'impianto di Monfalcone. Proprio a Monfalcone vorrebbe far arrivare il gas in forma liquida via nave e da lì, attraverso una società creata allo scopo, distribuirlo alle imprese del nord-est con treni e camion. La rigassificazione avverrebbe direttamente nelle aziente per mezzo di un impianto simile a quello che si usa ora per l'azoto, dal costo di poche centinaia di migliaia di euro.


    Il gas liquido arriverebbe da navi che al largo lo trasferirebbero a una gasiera che stazionerà in golfo e farà da deposito. Di lì delle navette lo trasporterebbero in una banchina del porto Monfalconese in concessione alla Molino Casillo, parte dell'iniziativa. Del progetto, pronto in 18 mesi, Vescovini ha già parlato alle istituzioni. A suo parere non ci sarà bisogno della lunga e incerta procedura di valutazione d'impatto ambientale



    Il nuovo Smart gas potrà fornire alle aziende un miliardo di metri cubi all'anno all'inizio, potenzialmente tre miliardi in futuro. Un terzo di quanto hanno rigassificato i tre rigassificatori italiani nel 2021. Un ulteriore strumento per ridurre la dipendenza dal gas russo. Del resto ancor più che i prezzi alle stelle, Vescovini teme il possibile razionamento in inverno. Tant'è che prevede di far arrivare già prossimi mesi 400 container di gas liquido
    
    					

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