Da Donatello a Rubens, è ispirata alla percezione della carne la nuova mostra a Illegio

Il borgo carnico ogni estate diventa scrigno d'arte. Saranno esposte 40 opere alcune delle quali mai visibili al pubblico

Dal VI secolo a.C. al primo Novecento, duemilacinquecento anni di bellezza in un viaggio tra le oltre 40 opere – diverse sono inedite e mai visibili al pubblico –, alcune firmate da artisti raffinati e tutti da scoprire, altre dai più grandi maestri della storia dell’arte: basti citare, tra gli altri, Donatello, Canova, due capolavori di Peter Paul Rubens, Gerrit van Honthorst, Giambattista Tiepolo, Eugène Delacroix.

Lo sguardo, nella prossima mostra di Illegio, si concentra sulla carne, la materia dello spirito: la carne, cioè, come dimensione fondamentale del nostro essere, quella che ci dà sensibilità, concretezza, identità, collocazione nel tempo e nello spazio, tenerezza, sensualità, possibilità di aver cura gli uni per gli altri, ma anche fragilità, limiti, morte, attesa della futura vita completa.

Nel servizio sentiamo l'invito che ci rivolge il curatore della rassegna, don Alessio Geretti.