"Essere volontari significa fare la differenza". A Gorizia la festa della solidarietà

Al Kulturni Dom la seconda edizione di un evento che celebra la pace e il ruolo di promozione sociale svolto dalle migliaia di persone che donano tempo ed energie a chi ne ha bisogno

La parabola del "Buon Samaritano" risuona al Kulturi Dom di Gorizia nelle parole dell'arcivescovo Carlo Maria Redaelli che proprio nella compassione del Samaritano trova il paradigma interpretativo dello spirito solidaristico del volontario. Uno spirito che a Gorizia e nell'Isontino esprime un'inesauribile energia, capace di supplire in molti casi ai limiti del welfare istituzionale. E il sindaco di Gorizia Ziberna invita a considerare il valore non solo economico del volontariato ma anche la sua spinta aggregativa che oltre all'ambito socio-assistenziale tocca alla sfera culturale, quella ecologista e quella sportiva.

“Oggi chi fa volontariato - ha detto Donatella Turri, della Fondazione per la coesione sociale Caritas - va controcorrente. In una società dove i miti dominanti sono quelli dell'efficienza, del successo, della ricchezza chi si mette nella condizione di percorrere miti diversi come quelli della gratuità, della lentezza, dell'incontro è già controcorrente. È un mondo interessante quello che i volontari hanno in testa e che in qualche modo è sostitutivo, è alternativo a quello che oggi ci viene raccontato un po' con il mito del pugno di ferro, reagire con il pugno di ferro ai problemi. No - conclude Turri -  piuttosto i volontari quello che dicono è reagiamo con coraggiosa tenerezza, per questo oggi fare volontariato è così prezioso”.