In Carnia attivati i crediti di carbonio

Il Consorzio Boschi carnici è il primo in Italia a metterli a disposizione delle aziende. Incontro con gli imprenditori al Carnia Industrial Park di Tolmezzo

Il futuro della sostenibilità del pianeta passa anche per i “crediti di carbonio” - formula che mescola economia (i crediti, appunto) e ambiente e indica la possibilità, per un’azienda, di compensare l’eccesso di emissioni di CO2 prodotte acquistando una quota di “anidride carbonica già rimossa” dall’azione di boschi e altri ecosistemi

È il meccanismo inaugurato in regione dal Consorzio Boschi Carnici, il primo in Italia, che mette a disposizione delle aziende i suoi “crediti di carbonio”. 

L’Ente, che gestisce un patrimonio boschivo diffuso su 17 comuni, può così certificare il valore del suo polmone verde in termini di capacità di cattura dell’anidride carbonica e cederne una frazione alle aziende che intendono compensare le proprie emissioni. La certificazione PEFC consente al consorzio di maturare crediti, a fronte della gestione attiva e della manutenzione del bosco. 

Dall'inizio di quest'anno ne ha già venduti 8.765. Altri 24mila sono a disposizione, come hanno spiegato a 20 rappresentanti di aziende locali nell’incontro al Carnia Industrial Park di Tolmezzo.

Il vantaggio per le aziende è ottenere un buon punteggio in termini ecologici – dove sono chiamate a essere sempre più virtuose e da cui dipende l’accesso ad agevolazioni e contributi – oltre a quello di ridurre l'inquinamento del pianeta

Nel servizio Erika Andenna, direttrice del Consorzio Boschi Carnici
 

Montaggio video Dario Nardini