Quelle voci di donna che chiedono aiuto

Laura Bosi: nel 2023 al centro antiviolenza contatti aumentati del 25%, e il trend prosegue. "Braccialetto elettronico, deterrente efficace"

Provvedimenti più restrittivi e celeri aiutano le donne a denunciare e a liberarsi dalla violenza. L'ultimo caso nel pordenonese, quello di un 42 enne accusato di stalking nei confronti dell'ex compagna. La donna ha denunciato e ottenuto prima un ammonimento del questore e poi, viste le reiterate gravi minacce e vessazioni nei suoi confronti da parte dell'uomo, il divieto d'avvicinamento con braccialetto elettronico.

Laura Bosi, direttrice di Voce Donna: "Quando il maltrattamento o l'atto persecutorio vengono reiterati, provvedimenti come la misura del braccialetto elettronico o altri provvedimenti maggiormente restrittivi se messi in atto tempestivamente sortiscono un effetto di rassicurazione nei confronti delle vittime e di chi deve decidere se denunciare o meno. Quindi assolutamente positivo il provvedimento del braccialetto elettronico, auspichiamo tempi ancora più celeri rispetto all'emissione di queste misure".

Al centro antiviolenza Voce Donna di Pordenone le richieste di aiuto sono in crescita: il 2023 si è chiuso con un +25 per cento di accessi, trend confermato nel primo mese dell'anno.

"Il mese di gennaio - dice ancora Laura Bosi - sta seguendo lo stesso andamento, abbiamo a oggi 71 donne in carico al centro antiviolenza, alcune dell'anno precedente, altre sono nuovi contatti. Questo significa una maggior consapevolezza e una maggiore conoscenza dei centri antiviolenza come luoghi dove si può chiedere aiuto, quindi non un aumento del fenomeno bensì una risposta maggiore delle vittime nel chiedere aiuto".