Vittime dell'informazione, testimoni di democrazia
A Ronchi, un incontro con le famiglie di quattro operatori della notizia morti in aree di crisi e in circostanze misteriose
Italo Toni e Graziella De Palo, giornalisti, Libano 1980; Andrea Rocchelli, fotoreporter, Donbass 2014; Mario Paciolla, cronista e osservatore ONU, Colombia 2020: le loro morti sono ancora avvolte nel mistero.
Agli studenti delle superiori di Ronchi, Monfalcone, e Doberdò del Lago i familiari hanno spiegato che le ragioni del loro tragico destino vanno ricercate nel lavoro, nello sforzo di verità su cui si stavano impegnando: una ricerca cui l’associazione "Leali delle notizie" ha dedicato un incontro nella giornata mondiale della libertà di stampa.
Gli studenti veneti dell'istituto superiore Gino Luzzatto di Portogruaro hanno condotto una ricerca sulle molteplici declinazioni che ha assunto oggi la professione del giornalista.
«Ronchi è ormai una grande capitale europea della libertà di informazione» dice Giuseppe Giulietti, dell'associazione "Art. 21"; «e oggi ha riunito delle famiglie che attendono ancora verità e giustizia. Da Ronchi parte un messaggio: non dimenticarci mai della libertà di informazione senza la quale non può esistere la democrazia.»