BANCHE

Altri 66 licenziamenti, verso la fine di ciò che restava di Hypo Bank

"Preoccupazione e rammarico" dei sindacati per la deriva di Aquileia capital services, erede del gruppo. Nella sede di Tavagnacco resteranno solo in dieci. Chiudono gli uffici di Roma e Milano

Aperta la procedura di licenziamento collettivo per 66 dipendenti di Aquileia Capital Services, erede della società italiana di Hypo Bank. Nella sede di Tavagnacco rimarranno in dieci. I sindacati hanno espresso "profondo rammarico".

Rischia la quasi totale scomparsa ciò che era rimasto della società italiana dell'austriaca Hypo Bank, che raggiunse al suo apice oltre 500 dipendenti. 

Una decina di anni fa la vendita al fondo Bain Capital, lo stesso protagonista della chiusura dell'impianto di Ideal Standard a Orcenico

L'ultimo tassello dell'ex Hypo Bank si sta sgretolando per decisione del proprietario stesso, con il licenziamento di 66 su 76 lavoratori di Aquileia Capital Services, 43 dei quali in Friuli. 

Chiuderanno gli uffici di Milano e Roma. L'azienda si occupa di recupero e gestione di immobili rilevati a seguito di prestiti non ripagati. 

Venerdì si è chiusa senza intesa la trattativa per la fase prevista dal contratto collettivo nazionale avviata ad agosto. 

Ora si apre la procedura di legge: 45 giorni con esito scontato, perché il cliente, che coincide con il socio, ha deciso di affidare ad un altro soggetto il portafoglio in capo ad Aquileia Capital Services. 

I sindacati (Fabi, First-Cisl e Fisac Cgil) hanno espresso "profondo rammarico" per la vicenda. 

Ora la trattattiva sarà finalizzata a garantire le migliori condizioni ai dipendenti in uscita. Alla vertenza partecipa la Regione. 

Si tratta della seconda ondata di licenziamenti collettivi in ACS, dopo i 45 dello scorso anno. Mentre un paio di anni fa era toccata una simile sorte a un'altra erede di Hypo Bank, Julia portfolio solutions con l'esubero di decine di lavoratori.