La costruzione iniziata alla fine degli anni '60, poi l'edificio fu ampliato e, infine, inaugurato nel 1977. Sotto le macerie dello storico Hotel Ristorante “Roma” di Amatrice - 30 camere, tutte occupate quella notte del 24 agosto del 2016, per l'imminente sagra degli spaghetti all'amatriciana - persero la vita 7 persone. In tribunale a Rieti è stato ascoltato un testimone che ha fornito una planimetria della struttura. A collassare fu un unico piano, quello rialzato, 12 stanze. Una di queste, parte di quell'ampliamento laterale realizzato dal progettista e direttore dei lavori, l'ingegner Ottaviano Boni, oggi 84enne, unico imputato nel processo. E' accusato di omicidio e disastro colposo. L'avvocato difensore, Marco Oliveti, spiega: "quella parte di ampliamento è stata l'unica a non crollare".
Per la Procura di Rieti, invece, la struttura aveva difetti progettuali ed esecutivi e almeno altre quattro sarebbero state le persone responsabili del collasso dell'albergo, ma sono tutte decedute. Dai documenti emerge che lo stabile aveva superato tutti i controlli di sicurezza, ottenuto l'agibilità e il collaudo, tanto da ospitare gli sfollati del terremoto del 1979.