Lo storico marchio Fiorucci in crisi, avviati 200 licenziamenti

Mobilitazione dei lavoratori davanti allo stabilimento di Pomezia per protestare contro il piano di ristrutturazione dell'azienda. Sindacati sul piede di guerra. Presto la vertenza sul tavolo del Governo

Lo storico marchio Fiorucci in crisi, avviati 200 licenziamenti
Tgr Lazio
La protesta dei lavoratori davanti allo stabilimento di Pomezia dopo l'avvio delle procedure di licenziamento per 220 persone

I lavoratori bloccano la strada, ma i più restano nel piazzale. Inizia così la mobilitazione nello storico stabilimento della Fiorucci a Pomezia. Tutti in tuta bianca e cuffietta in testa. Braccia incrociate per protestare contro il licenziamento collettivo avviato oggi dai vertici aziendali. Oltre 220 dipendenti a casa, tra le sedi di Parma e Santa Palomba. Gli esuberi però sono quasi tutti nel Lazio. Lavoratori oltre i 50 anni che difficilmente troveranno una ricollocazione. I sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione. I licenziamenti decisi dall’azienda alimentare specializzata nei salumi, per le drammatiche difficoltà finanziarie, spiegano dal gruppo. Da qui il piano di ristrutturazione che prevede un taglio delle produzioni e un’esternalizzazione di alcuni processi. 

L’agonia del marchio con radici nel passato: il passaggio da una multinazionale straniera all’altra fino all’acquisto da parte di due fondi esteri. Obiettivo dei rappresentanti dei lavoratori è portare la vertenza sui tavoli del Governo per scongiurare l’ennesimo dramma sociale. Circa 400 posti di lavoro nella solo fabbrica di Pomezia. Tra 75 giorni, senza una soluzione, la metà degli addetti si ritroverà in disoccupazione. Non solo il lavoro che sfuma e getta nella disperazione decine e decine di famiglie. A rischio è anche la stessa sopravvivenza dello stabilimento alle porte di Roma, l’allarme lanciato dai sindacati. Le conseguenze sull’indotto sarebbe altrettanto devastanti.

L’azienda non ha al momento posizioni debitorie e ha liquidità sufficiente a garantire continuità operativa e di pagamenti, specificano dalla comunicazione Fiorucci. Il declino del fatturato negli ultimi 12 anni ha imposto il piano di riassetto che ha l’obiettivo di assicurare la sopravvivenza dello stesso gruppo e di rilanciarne il marchio, chiariscono ancora dalla società.

Il servizio dell'inviata Ilaria Dionisi con le interviste a Marco Pasti, segretario generale FAI-CISL Roma e Marco Vona, FLAI-CGIL