Non sono emerse fratture ossee né segni compatibili con una morte violenta. È quanto ha stabilito l'autopsia, eseguita al centro di medicina legale del Policlinico di Tor Vergata, sul corpo di Emanuela Ruggeri, la 32enne trovata senza vita ieri sera in via del Mandrione, a Roma, tra le sterpaglie, in un giaciglio a bordo strada.
Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dalla pm Giulia Guccione, ipotizzano che la causa del decesso possa essere una dose letale di eroina, droga di cui la donna aveva fatto uso in passato. Ora l’attenzione si concentra sul telefono cellulare, che risulta scomparso, e su chi possa averle ceduto la sostanza.
Non si esclude che qualcuno l’abbia abbandonata dopo il malore che le è stato fatale.
Emanuela Ruggeri era uscita di casa in abbigliamento sportivo, come se dovesse rientrare a breve, aveva raccontato la madre in un appello diffuso sui social nei giorni scorsi. Da quel momento, però, della 32enne si erano perse completamente le tracce.
“Sono una mamma disperata, mia figlia Emanuela è scomparsa da Colli Aniene il 14 luglio alle 20,35” aveva detto. “È alta un metro e 85, ha gli occhi marroni, un brillantino termico a destra del viso e anche un piercing a cerchietto sulla narice destra. Ha una piccola cicatrice sulla fronte”.
Il servizio di Paolo Martini