Quando Michelangelo definiva per le sue qualità l’acqua di Fiuggi come “in grado di rompere la pietra” non immaginava le vicissitudini degli ultimi trent’anni.
L’acqua sia in bottiglia sia nelle terme resta sempre il simbolo della città ma non produceva più ricchezza.
Nel 2018 la società che la gestiva, secondo quello che ha ricordato il sindaco di Fiuggi Alioska Baccarini, era sull’orlo del fallimento.
Il recupero pubblico e poi l’apertura al mercato stanno riportando l’acqua di Fiuggi al centro della scena.
Il cavaliere bianco è Leonardo Maria Del Vecchio. LMDV Capital ha acquisito il 95% della società Acque e Terme di Fiuggi S.p.A. Il restante 5% appartiene al Comune.
Il piano di sviluppo prevede 40 milioni di euro di investimenti in 5 anni. 15 milioni sono già stati investiti per rinnovare lo stabilimento di imbottigliamento.
La società, guidata da Gabriele Benedetto come Amministratore Delegato, ha l’obiettivo di triplicare i ricavi in 4 anni, passando da 13 a 38,5 milioni di euro, e di portare i volumi di imbottigliamento a 70 milioni di litri.
L'Italia è il secondo esportatore mondiale di acque confezionate. Il consumo interno supera i 240 litri pro capite l'anno. Il fatturato del settore è di circa 3,3 miliardi di euro. La crescita è trainata dall'attenzione per la salute e la naturalità. Il mercato globale delle acque da bere supererà i 400 miliardi di dollari entro il 2026.
Per l’azienda, Acqua Fiuggi può rafforzare la sua presenza in Italia e consolidarsi nei mercati internazionali.
La società gestisce lo stabilimento di imbottigliamento e le concessioni delle fonti Bonifacio VIII e Anticolana. Le fonti sono valide fino al 2052.
Nel servizio di Lazzaro Pappagallo le interviste all’imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio, all’ad di Acqua e Terme di Fiuggi S.p.A. Gabriele Benedetto e al sindaco di Fiuggi Alioska Baccarini.