La scultura ha viaggiato anche su una nave che ha salvato i migranti

Accoglienza e rispetto. Arte e sport si incontrano sul campo da calcio

La nuova opera di Jago raffigura un migrante sfinito dalla stanchezza. Per 4 giorni sarà esposta allo Stadio Olimpico

Una figura minuta, immersa nello spazio immenso di un campo da calcio. Un migrante, forse un bambino, stremato dalla fatica, esposto per 4 giorni allo stadio Olimpico.
È la nuova opera di Jago, scultore 34enne originario di Frosinone che ha legato la sua produzione artistica ad un intenso rapporto con il pubblico attraverso i social.
Eppure stavolta, per realizzare Marmo italiano, questo il titolo, ha lavorato in gran segreto mentre a Roma era in corso la sua fortunata mostra a Palazzo Bonaparte. Il motivo: essere invisibile come lo sono i migranti ai nostri occhi.

Prima di approdare nella cornice - quasi sacra per gli appassionati sportivi - dello stadio romano, la scultura ha viaggiato sulla nave Ocean Viking, impegnata in una missione di salvataggio di 150 migranti.

Il marmo è scuro. Quello prezioso e raro della cava di Marmo Cattani a Colonnata, vicino Carrara.
La Lega Serie A e Sport e salute, hanno accolto la sua proposta e ora l'opera è nello stadio romano. 
Un modo per sottolineare che anche il calcio può, anzi deve assumere un ruolo nella promozione dei valori dell'accoglienza e del rispetto.