Carcere di Viterbo, ancora un'aggressione

Sediate e colpi in faccia a due agenti di polizia penitenziaria, l'ennesimo caso in pochi giorni. Il sindacato USPP chiede lo stato di emergenza penitenziaria

Sediate e colpi in faccia. Così sono stati aggredite nella casa circondariale di Viterbo due unità di polizia penitenziaria. E' avvenuto ieri sera, in pochi secondi. Secondo quanto riferito dal sindacato USPP, al momento della chiusura delle celle un detenuto si è scagliato contro gli agenti. Portati in ospedale, sono stati riscontrati per entrambi 10 giorni di prognosi.

E' l'ennesimo caso di violenza nelle carceri del Lazio.

A Viterbo due giorni fa un detenuto aveva causato una rissa, poi dato fuoco alla propria cella e quindi aggredito un agente. La scorsa settimana colpito un altro agente. Due settimane fa a Regina Coeli rissa sedata a fatica dagli agenti. A metà giugno, questa volta a Velletri, un detenuto è stato ucciso dal suo compagno di cella.

Un crescendo di violenza che mette in evidenza i problemi strutturali delle carceri.

Secondo gli ultimi dati diffusi dal Garante dei detenuti del Lazio, negli istituti della regione ci sono 6180 detenuti e solo 4.756 posti. 
A Civitavecchia, Regina Coeli e Latina il sovraffollamento si aggira sul 160%. A Viterbo e Velletri sopra il 140%. Nei 14 istituti del Lazio il sovraffollamento è del 130%.

A giugno, secondo i dati del Ministero della Giustizia, mancavano nel Lazio 836 unità di personale di polizia penitenziaria.

Nel servizio di Claudio Vedovati l'intervista a Daniele Nicastrini, segretario regionale Lazio USPP. Montaggio di Mariangela Fedele