Liguria
    25 Maggio 2022 Aggiornato alle 11:29
    Arte & Cultura

    Onde Barocche: l'eco di tesori nascosti

    Fino a novembre, al museo Diocesano della città ingauna, tra arte e devozione l'evento collegato al "Superbarocco" genovese
    di Marco Gervino
    Credits © TgR Liguria La Vergine consegna lo Scapolare a San Simone Stock
    La Vergine consegna lo Scapolare a San Simone Stock
    Una Pasqua fra arte e fede. È quella che si è vissuta ad Albenga grazie alla mostra Onde Barocche, visitabile fino a novembre al museo Diocesano. Un'iniziativa che si ricollega agli eventi in corso alle Scuderie del Quirinale e al Palazzo Ducale di Genova, a cui la Chiesa ingauna ha concesso opere importanti, da Giulio Benso ad Anton Maria Maragliano. Un territorio ricco, come raccontano i dipinti di Orazio e Lorenzo De Ferrari o le sculture dello Schiaffino. Per non parlare della stupenda Maddalena di Domenico Piola.

    Un tesoro spesso nascosto anche nelle realtà più piccole, tanto che è già visitabile un'appendice a Pieve di Teco e presto ne apriranno altre, per una vera e propria mostra diffusa. L'arte di un'epoca più vicina a noi di quanto si pensi perché segnata - a metà Seicento - da una grave epidemia, allora di peste. L'evento - che don Caccia ha curato assieme a Castore Sirimarco e che conta sul sostegno della fondazione De Mari - è un'occasione davvero per tutti, al di là ovviamente della propria fede.

    Nel servizio le interviste a monsignor Guglielmo Borghetti, vescovo di Albenga-Imperia e a don Emanuele Caccia, curatore della mostra "Onde Barocche".
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