Liguria
    03 Dicembre 2021 Aggiornato alle 22:35
    Cronaca

    29 ottobre: la guerra delle spie e l'attentato alla Dat Assawari

    Nel 1980 c'è un'esplosione sull'ammiraglia della Marina libica, ormeggiata a Genova per lavori. I responsabili sarebbero uomini-rana francesi
    di Valentina Gregori

    Anche Genova avrebbe avuto una parte nella guerra delle spie che nella prima metà degli anni Ottanta si combatte in tutto il mondo.
    E' il 1985, la tensione internazionale intorno alla Francia è altissima, dopo che nel Pacifico i suoi uomini-rana hanno fatto saltare la nave di Greenpeace, la Rainbow Warrior, che manifestava contro i test nucleari nell'atollo di Mururoa, provocando la morte di un attivista.
    A settembre il settimanale transalpino L'Express rivela che un episodio simile era avvenuto dentro il porto di Genova, ai danni di una nave libica. Era il 29 ottobre del 1980, l'anno dei misteri, della strage alla stazione di Bologna ma soprattutto di Ustica, quando un aereo di linea con a bordo 81 persone si inabissò nel Tirreno. Una tragedia per la quale si ipotizzò la presenza di aerei militari libici, statunitensi e francesi e una vera e propria battaglia aerea in cui il DC9 dell'Itavia rimase colpito per errore.
    Dal 1979, a Genova c'era l'ammiraglia della Marina di Gheddafi, la fregata Dat Assawari, che veniva sottoposta a lavori di revisione generale e modernizzazione alle Riparazioni Navali.
    I libici si servivano abitualmente dei cantieri genovesi: proprio in quel periodo era in bacino a Genova il motor yacht dello stesso Gheddafi.
    Quella notte, la nave da guerra libica non colò a picco. Fu portata immediatamente in bacino e messa in secco: nelle lamiere della chiglia si era verificato uno squarcio lungo circa tre metri, con i bordi ripiegati all'interno, segno che l'esplosione era avvenuta all'esterno, sotto la linea di galleggiamento.
    Era successo alle 4 del mattino, il guardiano sentì solo uno scoppio attutito. Si capì quindi che i sabotatori erano arrivati dal mare, anche perché il cantiere era recintato e sorvegliato 24 ore su 24 da personale sia a bordo che sulla banchina, personale che non vide nessuno aggirarsi nella zona.
    A rivendicare l'azione fu il Fronte di Liberazione Maltese, avverso al regime libico. 
    Dopo le riparazioni, i lavori vennero completati nel 1983 e la Dat Assawari riprese il mare.
    
    					

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