Liguria
    16 Ottobre 2021 Aggiornato alle 17:08
    Economia & Lavoro

    Green pass, aziende divise in porto a Genova sui tamponi gratuiti

    Alcuni terminalisti, tra cui Psa di Prà e il porto petroli, hanno dato la disponibilità a pagare i tamponi ai dipendenti, attenuando il rischio di una paralisi del porto
    di Simone Gorla

    In vista del debutto dell'obbligo di esibire il green pass sui luoghi di lavoro, resta caldo il fronte dei porti.  Dopo giorni di proteste e scioperi, a Genova si temono disagi gia' dalla giornata di venerdì, anche se la situazione e' meno critica rispetto a quella di altri porti italiani, come Trieste. Sotto la lanterna e' di circa il 20 per cento la quota di lavoratori portuali senza green pass.

    Alcuni terminalisti, tra cui Psa di Prà e il porto petroli, hanno dato la disponibilità a pagare i tamponi ai dipendenti,  attenuando il rischio di una paralisi del porto. Intanto la Compagnia Unica lavora a un accordo per test a prezzi calmierati con due farmacie.  C'e' poi il tema degli autotrasportatori privi di certificato verde: per loro tre punti tampone, fuori dai varchi portuali del ponente, a Pra', e a Sampierdarena.

    Ma Confetra Liguria avverte: resta il nodo degli autisti stranieri, in viaggio da paesi con copertura vaccinale molto piu' bassa. 
    Nel porto della Spezia situazione tranquilla. Sindacati e Autorità hanno concordato un confronto permanente per affrontare eventuali criticità nei prossimi giorni. 
    
    					

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