Liguria
    03 Dicembre 2021 Aggiornato alle 22:35
    Cronaca

    12 novembre: le vittime liguri di Nassiriya

    Nel 2003, in Iraq, l'attentato che provoca 28 morti. Tra loro, i carabinieri Ghione e Fregosi
    di Valentina Gregori

    Il 12 novembre 2003 il telegiornale regionale, come tutti i notiziari di quel giorno, apre con la notizia di una strage. Quella mattina a Nassiriya si consuma il primo - e il più grave - di una serie di attentati contro le forze armate italiane che partecipano all'Operazione Antica Babilonia per il mantenimento della pace in Iraq, missione avviata quattro mesi prima. Un'autocisterna irrompe nella Base Maestrale, imbottita di esplosivo. Distrugge l'edificio principale, danneggia il resto. Uccide 28 persone: 19 sono italiani, 12 carabinieri (tra cui i liguri Daniele Ghione, 31 anni di Finale, ed Enzo Fregosi, 56 anni, spezzino), cinque militari dell'esercito, un cooperatore internazionale e il regista Stefano Rolla, sul posto per girare uno sceneggiato. I feriti sono 58.
    Negli anni seguenti, la Liguria intitola ai caduti di Nassiriya piazze e giardini, dedica loro monumenti. L'Operazione Antica Babilonia si conclude a fine 2006. 
    Nel settembre 2019, la Cassazione conferma in maniera definitiva la condanna al risarcimento dei familiari delle vittime per l'ex generale Bruno Stano, all'epoca a capo della missione, responsabile della "complessiva insufficienza delle misure di sicurezza", e di aver "sottovalutato" l'allarme su un attentato "puntuale e prossimo" alla nostra base.
    
    					

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