Liguria
    03 Dicembre 2021 Aggiornato alle 22:35
    Saperi & Sapori

    La castagna essiccata nei "tecci". Una storia antica della Liguria

    A Calizzano e Murialdo, nel savonese, prosegue una tradizione antica;essiccare le castagne in piccole costruzioni di pietra. Oggi questa lavorazione è un presidio Slow Food
    di Antonio Zagarese

    La buccia della castagna gettata sulla brace libera una nuvola di fumo. Ezio Ghisolfo compie questo gesto da oltre cinquant'anni, tutti i giorni, più volte al giorno, durante le settimane d'autunno di raccolta delle castagne. Il teccio o scau è un'antica piccola costruzione di pietra, un essiccatoio utilizzato nell'entroterra di Savona, vicino ai castagneti di cui l'alta Val Bormida è ricca. 
    Nella camera bassa ​si tiene vivo un fuoco, alimentato da legno di castagna. Il fumo sprigionato, sale al piano superiore dove ogni giorno per un mese vengono riposte le castagne raccolte nei boschi. 
    A Calizzano e Murialdo, in particolare in località Isoletta, i tecci non si sono mai spenti, alimentati dalle tradizioni familiari, come quella di Ezio e il figlio Luca.
    Nel 2002 alcune di queste storie di raccoglitori di castagne, produttori e trasformatori diedero vita al presidio Slow Food della "castagna essiccata nei tecci".
    Biscotti, gelati, birre, confetture, sono solo alcuni dei prodotti dove finiscono le castagne essiccate. Sempre più ricercata la farina, anche dai cuochi locali, che riscoprono così antiche ricette o danno vita a nuovi sapori. Un presidio del cibo e di cura del territorio; un ciclo che continua di generazione in generazione.

    Nel servizio di Antonio Zagarese le interviste a Ezio E Luca Ghisolfo
    
    					

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