Liguria
    22 Gennaio 2022 Aggiornato alle 08:15
    Scienza & Tecnologie

    10 dicembre: il Nobel a Giulio Natta

    Nel 1963 il chimico imperiese è a Stoccolma a ricevere il premio. È considerato il "papà" della plastica
    di Renzo Trotta

    E fu così che i giocattoli non si ruppero più, secchi e catini divennero lievi e colorati, e tutto il nostro mondo si fece più leggero e un po' pop...
    L'uomo che ci fece di plastica era nato il 26 febbraio del 1903 a Porto Maurizio. Si chiamava Giulio Natta: la scoperta del Moplen gli valse il premio Nobel nel 1963. È l'unico Nobel italiano per la chimica, ed è anche l'unico scienziato italiano - insieme al medico Camillo Golgi nel 1906 - che ha vinto il Nobel lavorando sempre nel nostro Paese.
    Tutto il mondo celebra quest'anno il centenario della sua nascita, perché la sua scoperta è forse la più importante nella chimica industriale del Novecento e le sue ricadute sulla vita di tutto il pianeta sono incalcolabili.
    C'era una volta l'acciaio, che rendeva il mondo solido e misurava la ricchezza delle nazioni. Tutta l'economia della Liguria si fondava sull'acciaio.
    La scoperta di Giulio Natta consentì di costruire delle grandi e lunghe molecole di plastica, i polimeri, che erano ordinate come un cristallo e di conseguenza permettevano di fabbricare non solo le gomme delle macchine o le calze di nylon, ma vere e proprie strutture rigide, resistenti, impermeabili, leggere, che non facevano rumore e soprattutto costavano pochissimo.
    Giancarlo Alfonso, docente all'Università di Genova, mostra un modello di polipropilene e spiega: "La scoperta di Giulio Natta è stata quella di riuscire a fare in modo che i gruppi metilici lungo la catena siano disposti tutti dalla stessa parte. Questa regolarità consente di fare materiali molto più rigidi di prima, che quindi hanno trovato sbocchi nell'utilizzo quotidiano molto più ampi di quelli che consentivano i materiali disponibili in precedenza".
    Gli allievi di Giulio Natta si sparsero per l'Italia. Corrado Rossi fondò l'istituto di chimica industriale all'Università di Genova. Il più famoso dei centri nati nel nome di Natta, quello di Ferrara, ha davanti alla porta una scultura di tre metri che rappresenta la struttura ad elica del polipropilene: la scoperta del Nobel.

    Il servizio "La rivoluzione Moplen", da cui sono tratti il video e il testo, fu realizzato (a cent'anni dalla nascita di Natta e a quaranta dal Nobel) da Renzo Trotta per il Settimanale della Tgr del 22 marzo 2003.
     
    
    					

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