Liguria
    27 Gennaio 2022 Aggiornato alle 14:50
    Cronaca

    22 dicembre: la fuga di Ceausescu e i tecnici Ansaldo

    Alla fine del 1989 la situazione precipita in Romania, dove restano bloccati alcuni liguri impegnati nella costruzione di una centrale nucleare
    di Valentina Gregori

    Nel 1989 cadono il muro di Berlino e la cortina di ferro. Una transizione per lo più pacifica, ma non in Romania, dove la rivolta - partita da Timisoara il 16 dicembre - raggiunge Bucarest. C'è la legge marziale, i cecchini sparano per strada. Il 22 il dittatore Ceausescu fugge: sarà catturato e fucilato il giorno di Natale. In questa situazione di caos tredici tecnici di Ansaldo Nucleare, in Romania per costruire la centrale di Cernavoda, riescono a rientrare fortunosamente a Genova: al tg regionale dell'epoca ascoltiamo la testimonianza di uno di loro.
    Dalla Liguria si segue l'evolversi degli eventi e partono aiuti attraverso la Croce Rossa. La caduta del regime sblocca, tra le altre cose, le adozioni internazionali per alcune coppie che, anche nella nostra regione, attendono da anni.
    Il 20 maggio 1990 si tengono le prime elezioni democratiche. Il nuovo presidente Ion Iliescu sarà più volte a Genova, e la Liguria stringerà molti legami economici con la Romania.
    In Liguria - dove nel 2005 viene aperto il Consolato - i romeni sono oggi oltre 21mila e rappresentano la seconda comunità straniera più numerosa dopo quella albanese.
    
    					

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