Liguria
    27 Gennaio 2022 Aggiornato alle 15:06
    Cronaca

    29 dicembre: Operazione Neanderthal a Savona

    Teschi, anfore, monete, perfino lo scheletro di una pantera: tra il 1999 e il 2000 vengono recuperati centinaia di reperti destinati al mercato illegale
    di Valentina Gregori

    All'apparenza un collezionista di conchiglie, in realtà da una quindicina d'anni conduceva un fiorente commercio di fossili e reperti archeologici. Nei suoi magazzini segreti, la Guardia di Finanza ne trova per un valore di centinaia di milioni di lire: ci sono un teschio di ventimila anni fa, crani di pantere e orsi preistorici, anfore e monete antiche.
    L'Operazione Neanderthal del 29 dicembre 2000 è straordinaria sia per il numero dei reperti recuperati - tanti da riempire tre autocarri - che per il loro valore.
    Si tratta del terzo importante sequestro di questo tipo in poco più di un anno. La maggior parte degli oggetti proviene proprio dal Savonese, zona archeologicamente ricca.
    Nel settembre 1999 era stato recuperato - in Olanda, grazie a una rogatoria internazionale - lo scheletro perfettamente conservato di una pantera, messo in vendita su internet al prezzo di 17mila dollari.
    Due mesi dopo toccherà ad anfore rubate dal mare di fronte a Vado Ligure (approdo molto frequentato tra il II secolo a.C. e l'VIII secolo d.C.) e ritrovate in casa di imprenditori e commercianti della zona.
    Per salvare due anfore a rischio di furto, infine, nel 2005 i sommozzatori della Guardia di Finanza si immergeranno proprio nei fondali del porto di Vado, dove giace una nave oneraria romana. 


     
    
    					

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