Liguria
    27 Gennaio 2022 Aggiornato alle 16:24
    Arte & Cultura

    12 gennaio: Camillo Sbarbaro, il poeta delle piccole cose

    Nasce a Santa Margherita nel 1888 e resterà sempre legato alla Liguria. Tra le sue passioni, i licheni, che donerà al museo di storia naturale di Genova
    di Valentina Gregori

    È una delle figure più eminenti della nostra poesia, accanto a Giovanni Boine, Mario Novaro ed Eugenio Montale.
    Camillo Sbarbaro, nato a Santa Margherita Ligure il 12 gennaio 1888, orfano di madre in tenera età, inviato al fronte nella Grande Guerra, passerà gran parte della sua vita in Liguria.
    Alla sua Liguria dedica una poesia: “Scarsa lingua di terra che orla il mare, / chiude la schiena arida dei monti; / scavata da improvvisi fiumi, morsa / dal sale come anello d'ancoraggio; / percossa dalla fersa; combattuta / dai venti che ti recano dal largo
    l'alghe e le procellarie / - ara di pietra sei, tra cielo e mare / levata, dove brucia la canicola / aromi di selvagge erbe”
    .
    Sbarbaro vive a Genova, dove è per breve tempo impiegato all'Ilva. Durante la Seconda Guerra mondiale sfolla a Spotorno, e nella Riviera di Ponente rimane fino alla morte, nel 1967.
    Accanto alla poesia, l'altra grande passione di Sbarbaro sono i licheni: se ne fa spedire da tutto il mondo e ne raccoglie ben 2700, che donerà al Museo di Storia Naturale di Genova. 
    “Il lichene – scrive – prospera dalla regione delle nubi agli scogli spruzzati dal mare. Scala le vette dove nessun altro vegetale attecchisce. Non lo scoraggia il deserto; non lo sfratta il ghiacciaio; non i tropici o il circolo polare. Sfida il buio della caverna e s'arrischia nel cratere del vulcano”.
    Nel giorno del suo compleanno, nel 2019, a Santa Margherita aprirà un museo multimediale dedicato a Sbarbaro.
     
    
    					

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