Liguria
    22 Gennaio 2022 Aggiornato alle 08:15
    Politica & Istituzioni

    14 gennaio: nasce la "Grande Genova"

    Nel 1926, per decreto, la città si espande inglobando ben 19 Comuni circostanti, da Voltri a Nervi, a Pontedecimo
    di Valentina Gregori

    Fu una decisione presa dall'alto, subita da 200mila persone che improvvisamente non erano più di Voltri, Nervi o Pontedecimo, ma di Genova. Anche a Milano, Napoli e Venezia il regime fascista fece lo stesso, ma a Genova l'operazione fu più imponente, con ben 19 Comuni aggregati a formare la “Grande Genova”.
    Vittorio Emanuele III ne sancì la nascita col regio decreto del 14 gennaio 1926. Dopo l'aggregazione, avvenuta nel 1874, di Foce, Marassi, San Francesco e San Martino d'Albaro, San Fruttuoso e Staglieno, vennero inglobati i Comuni fino allora autonomi di Apparizione, Bavari, Bolzaneto, Borzoli, Cornigliano Ligure, Molassana, Nervi, Pegli, Pontedecimo, Pra', Quarto dei Mille, Quinto al Mare, Rivarolo Ligure, Sampierdarena, San Quirico, Sant'Ilario Ligure, Sestri Ponente, Struppa e Voltri.
    Genova resterà una città policentrica e affronterà anni di grandi cambiamenti urbanistici. Cambiamenti non sempre indolori: il regime fascista realizzò l'aggregazione allo scopo di favorire lo sviluppo delle attività industriali e portuali, e a farne le spese furono soprattutto i borghi del Ponente, come Cornigliano, trasformati in una grande area industriale.
    
    					

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