Liguria
    17 Maggio 2022 Aggiornato alle 00:15
    Scuola

    18 gennaio: lauree ad honorem a Genova

    Dal "poeta-presidente" Senghor al premio Oscar Tornatore, ai Nobel Natta, Rubbia, Segré, Stiglitz e Menchú: i tanti personaggi celebri laureati in Liguria
    di Valentina Gregori

    Sono tanti i personaggi noti, italiani e stranieri, ai quali l'Università di Genova ha conferito la laurea honoris causa per essersi distinti in modo particolare in una materia.
    Il 18 gennaio 1988 tocca, per lingue e letterature straniere, a Léopold Sédar Senghor, poeta e uomo di Stato, primo presidente del Senegal dal 1960 al 1980 e cantore della negritudine. Nell'occasione prende anche l'avvio a Genova il Congresso internazionale sui Paesi subsahariani di lingua francofona.
    Letterati e politici non mancano alla collezione dell'ateneo: di qui passano i capi di Stato in carica del Portogallo Mario Soares, dell'Uruguay Julio Sanguinetti e il principe Alberto di Monaco. Nel 1991, a cortina di ferro da poco abbattuta, arriva il fondatore di Solidarność Tadeusz Mazowiecki.
    Tra gli scrittori, si laurea Mario Rigoni Stern e - come storico - Indro Montanelli, uno dei grandi del giornalismo italiano. C'è anche - per giurisprudenza - l'autore di Gomorra Roberto Saviano, una vita sotto scorta.
    Spazio alla settima arte: laurea ad honorem per il padre della Nouvelle Vague Claude Chabrol e per il premio Oscar Giuseppe Tornatore. L'Università onora le architetture di Emanuele Luzzati, impareggiabile scenografo, e la bacchetta di Riccardo Muti, che apre lo sfortunato anno accademico che porterà al lockdown con la Marcia funebre dell'Eroica di Beethoven.
    Tocco e toga, a cinquecento anni dalla scoperta dell'America, anche per il presidente di Apple John Sculley.
    L'Università di Genova conferisce la laurea per meriti a diversi premi Nobel: dal chimico Giulio Natta - per cui si muove anche il presidente della Repubblica Antonio Segni nel 1964 - ai fisici Carlo Rubbia e Simon Van Der Meer, all'allievo di Fermi Emilio Segré, all'economista Joseph Stiglitz. Per finire con una delle poche donne a ricevere questo riconoscimento: la guatemalteca Rigoberta Menchú, premio Nobel per la pace per le sue battaglie a difesa dei diritti delle popolazioni indigene.
     
    
    					

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