Liguria
    27 Gennaio 2022 Aggiornato alle 15:06
    Ambiente

    Appennino in lockdown per la peste suina

    Boschi vietati in una quarantina di comuni delle province di Genova e Savona per lo stop di sei mesi a caccia e camminate imposto dal governo
    di Luca Di Francescantonio

    Dal covid alla peste suina. C'è il rischio di un altro lockdown nell'Appennino: da quando i ministri della Salute e delle Poltiche Agricole, Speranza e Patuanelli, hanno decretato uno stop di sei mesi a caccia, pesca, raccolta di funghi e tartufi o sport come il trekking e la mountain bike in 114 comuni italiani (una quarantina in Liguria). Una misura di contrasto al morbo africano che ha fatto spuntare nei boschi carcasse di cinghiali tra Isola del Cantone, l'Oltregiogo a Fraconalto e l'Ovadese.

    In base all'ordinanza, è ammessa solo la caccia di selezione per abbattere la popolazione in eccesso. Il sottosegretario Gian Marco Centinaio lo ha ribadito chiaramente: "Troppi cinghiali, la fauna è fuori controllo, stiamo istituendo una task force". Allarme dal coordinatore di Federparchi Roberto Costa: "Servono ristori per le attività economiche danneggiate". Il pensiero va a rifugi, agriturismi, guide escursionistiche; con la richiesta che i provvedimenti restrittivi siano temporanei e graduati per livello di rischio e con sentieri segnalati.

    "Non si può bloccare tutto", sostiene Marco Bucci nella veste di capo della Città metropolitana su cui insistono i parchi dell'Antola e parte del Beigua: "Siano consentite almeno le attività sportive".

    Secondo Coldiretti la carne italiana è sicura. Il timore è un crollo dell'export: suini e derivati made in Italy sono un affare da 1,7 miliardi.
    
    					

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