Parco di Portofino, tutto da rifare: il Tar boccia il decreto del ministero

Annullato il decreto del ministero che tracciava i nuovi confini. Toti: "Avviare un percorso partecipato con regole condivise"

I confini del parco di Portofino vanno rifatti, questa volta tenendo conto dei pareri dei sindaci e della regione. A stabilirlo è il Tar della Liguria, che ha accolto i ricorsi presentati da 9 comuni e dalla giunta regionale contro il decreto del Ministero della Transizione Ecologica, del 6 agosto 2021, che allargava il perimetro del parco e le misure di salvaguardia, nominando un comitato di gestione provvisoria. Il tribunale amministrativo ha annullato gli atti. Spiegando che, se è vero che la delimitazione del parco nazionale non è condizionata dall'assenso degli enti locali - che non hanno potere di veto - la decisione finale non può però ignorare i punti di vista espressi dai territori. L'iter dovrà quindi ripartire da zero. Per il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, la sentenza del Tar "è un punto di partenza per avviare un percorso partecipato con regole condivise, mantenendo come punti fermi la valorizzazione e il rispetto dell'ambiente". Soddisfatti anche i sindaci di Portofino, Recco, Avegno, Tribogna, Cicagna, Santa Margherita Ligure, Rapallo, Zoagli e Chiavari che contestavano il provvedimento, visto come "imposto dall'alto".

Ricorrerà al Consiglio di Stato l'associazione Amici del Parco di Portofino che, con un'azione legale, aveva spinto il ministero a emanare il decreto oggi annullato.

Il futuro dell'area è più che mai incerto. Tre le ipotesi: la Regione vorrebbe il mantenimento degli attuali confini del parco regionale, in vigore dal 1935: Portofino, Camogli e Santa Margherita con l'aggiunta dell'area marina protetta. L'indicazione del ministro Roberto Cingolani è quella di inserire nel parco 11 Comuni. Anci avanza un'ipotesi intermedia: sette comuni e l'area marina protetta.