Liguria
    26 Maggio 2022 Aggiornato alle 23:12
    Arte & Cultura

    12 aprile: torna al suo posto l'Adorazione rubata

    Il trittico del fiammingo van Cleve viene ricollocato in San Donato nel 1996. Storia dei furti d'arte più clamorosi degli ultimi cinquant'anni in Liguria
    di Valentina Gregori

    Il 12 aprile 1996 la chiesa romanica di San Donato, nel cuore di Genova, torna a ospitare l'Adorazione dei Magi, trittico del fiamingo Joos van Cleve, rubato ventidue anni prima, ritrovato dopo tre mesi e poi sottoposto a restauro nel 1978 e collocato alla Galleria nazionale di Palazzo Spinola. È l'occasione per un mese di festeggiamenti, con quattordici eventi tra dibattiti, musica e teatro. L'opera, un olio su tavola, fu realizzata intorno al 1515, e raffigura anche il committente genovese, Stefano Raggio, e forse la moglie Maddalena.  
    L'Adorazione dei Magi è una delle opere più importanti sottratte nell'ultimo mezzo secolo in Liguria. Non sono più i tempi dei furti clamorosi, o dei collezionisti stranieri che fanno shopping in Italia e si portano via capolavori unici, come accadeva ancora a inizio Novecento. Si narra che il miliardario di Filadelfia Peter Widener avesse fatto montare sulla sua auto due tubi di scappamento cromati, non collegati al motore. Inviò l'auto a Genova e vi nascose, arrotolate, le tele di Van Dyck che gli aveva venduto la famiglia Cattaneo. La sua villa era un museo strabiliante. Pochi anni dopo Widener investì nell'avventura del Titanic: nel naufragio morirono suo figlio e suo nipote. L'altro figlio lasciò i quadri alla National Gallery di Washington, che ha prestato alcuni capolavori di Van Dyck alle mostre Superbarocco in corso a Genova e a Roma.
    Tornando a tempi più recenti, un furto che fece scalpore fu quello perpetrato a Villa Croce nel 1991, quando - durante una mostra sulla pittura russa dell'Ottocento - furono portati via diciotto dei sessanta quadri esposti. Opere provenienti dalla Galleria di Stato dell'Unione Sovietica Tret'jakov, del valore stimato di almeno una decina di miliardi di lire. Furono poi ritrovate dalla polizia, ma per Genova fu una figuraccia internazionale. Recuperata anche, in parte, proprio poche settimane fa, la refurtiva del Museo navale di Pegli: tre degli oltre trenta quadri portati via nel 1981.
    L'ultimo grande furto è avvenuto sei anni esatti fa - era il 13 aprile - a Villa Luxoro a Nervi. Nella notte i ladri trafugarono dieci tele appartenenti alle collezioni, il più importante un dipinto di Alessandro Magnasco.
    Ma ci sono anche i colpi mancati. 
    Nel 1988 la notizia del furto degli Annali del Caffaro, pietra miliare per la storia della città di Genova, lascia sgomenti gli studiosi. Ma dopo poche ore si scopre che l'allarme è infondato: è stata rubata una pergamena più recente e di minor valore.
    Nel 2019 i ladri portano via la Crocifissione di Brueghel dalla chiesa di Santa Maria Maddalena a Castelnuovo Magra. Ma è una crosta: il parroco - coi Carabinieri - ha sostituito l'originale con una copia.
    
    					

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