Liguria
    26 Maggio 2022 Aggiornato alle 23:12
    Arte & Cultura

    26 aprile: Simonetta Vespucci, la Venere del Rinascimento

    Nata a Genova, è la più ammirata alla corte di Lorenzo il Magnifico, musa di Botticelli. Ma non è l'unica ligure passata alla storia per la sua bellezza
    di Valentina Gregori

    Candida è ella, e candida la vesta, / ma pur di rose e fior dipinta e d’erba; / lo inanellato crin dall’aurea testa / scende in la fronte umilmente superba.
    Il poeta Angelo Poliziano descrive così, nelle Stanze per la giostra, la giovane Simonetta Vespucci, la "donna più bella del Rinascimento". Nata nel 1453 nell'antica e nobile famiglia Cattaneo della Volta, nel palazzo avito a Genova, o forse nella villa di Fezzano di Porto Venere, dove il padre era dovuto riparare dopo rovesci politici. Poi le nozze nella chiesa gentilizia di San Torpete, alla presenza del Doge e di tutta l'aristocrazia genovese. Simonetta ha 16 anni e sposa il fiorentino Marco Vespucci, lontano cugino di Amerigo. Diventa la donna più ammirata del Rinascimento, musa ispiratrice di poeti e pittori, tra cui Sandro Botticelli.
    Botticelli ne viene ammaliato: è quasi ossessionato dalla sua bellezza, tanto da riprodurre il suo viso innumerevoli volte, compresi i suoi due dipinti più famosi, la Primavera e la Nascita di Venere.
    Anche Giuliano de' Medici, fratello di Lorenzo il Magnifico, subisce il suo fascino. Per lui, il battesimo delle armi avviene nella Giostra del gennaio 1475 (quella su cui Poliziano scriverà il poemetto rimasto incompiuto): Giuliano porta i colori della sua platonica dama, Simonetta, e vince. Botticelli dipinge lo stendardo raffigurandovi la giovane nelle vesti di Pallade.
    L'anno successivo, però, Simonetta muore. È il 26 aprile del 1476; la causa è la tisi, o forse (è teoria recente) una rara forma di adenoma ipofisario. Per il funerale viene portata attraverso Firenze vestita di bianco, in una bara scoperta, perché il popolo - in lacrime - possa ammirarla un'ultima volta, onore riservato solo a personaggi speciali.
    Ma Simonetta Cattaneo non è la prima ligure tanto bella da passare alla storia.
    Di origini liguri sarebbe stata la maga Circe - "dai riccioli belli", la definisce Omero -, che trattenne Ulisse sulla sua isola per un anno e ne ebbe un figlio, diventando simbolo di seduzione e inganno o anche esempio di donna libera e consapevole. 
    Quasi un secolo prima di Simonetta, vive Ilaria del Carretto, nata nel 1379 da Carlo I marchese di Zuccarello e da Pomellina della nobile famiglia genovese degli Adorno. I del Carretto dominano gran parte della zona, possiedono castelli e torri di guardia, abitati e borghi fortificati che ci riportano ancora oggi a una fiera nobiltà di montagna che, unendo il valore militare ad alleanze e a un'accorta politica matrimoniale, è capace di resistere per secoli ai Savoia e alla Repubblica di Genova.
    Ilaria - sposando Paolo Guinigi - diventa signora di Lucca, muore di parto a 26 anni e viene resa immortale dal monumento funebre realizzato da Jacopo della Quercia, una statua che a distanza di sei secoli ancora emoziona e commuove folle di visitatori.
    Nel Quattrocento Enea Silvio Piccolomini, futuro Papa Pio II, scrive che "se Venere vivesse in questi tempi, non abiterebbe più a Cipro, ma a Genova".
    Belle erano le liguri anche tra Sette e Ottocento, quando Ugo Foscolo dedica un'ode famosa alla marchesa Luigia Pallavicini.
    Da metà Novecento la bellezza femminile è premiata dal titolo di Miss Italia. In Liguria ne sono nate tre, tutte genovesi: Franca Cattaneo, vincitrice nel 1961, Livia Iannoni del 1975 e poi la Miss 2019, Carolina Stramare. Vent'anni, occhi verdi, 1 metro e 79 di altezza, Carolina è nata a Genova, studia all'Accademia di Belle Arti di Sanremo, ma è cresciuta a Vigevano, in provincia di Pavia, e si presenta al concorso con la fascia di Miss Lombardia.
     
    
    					

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