Liguria
    18 Agosto 2022 Aggiornato alle 19:43
    Ambiente

    Mare caldo e coralli che si sbiancano, rapporto Greenpeace e Di.s.t.a.v.

    Proliferano le specie aliene, mentre le gorgonie, le alghe e le spugne vanno in necrosi. E secondo l'Ispra le coste sono sempre più cementificate
    di Luca Di Francescantonio

    Coralli che si sbiancano, evidenti segnali di necrosi per l'aumento delle temperature: ne soffrono gorgonie, alghe, spugne come evidenziano gli scatti della campagna Mare Caldo di Greenpeace e dell'Università di Genova a cura del Dipartimento di Scienze della Terra, dell'Ambiente e della Vita Di.s.t.a.v.

    Negli ultimi due anni l'ondata di calore a 35 - 40 metri di profondità è arrivata fino a un grado emmezzo oltre la media mensile per tre settimane consecutive. Il campionamento è avvenuto nell'Area Marina Protetta di Portofino e all'Isola d'Elba. Se alcune specie muoiono, altre proliferano. Come molluschi polinesiani amanti del caldo.

    Lo studio è stato presentato a Trieste, perché qui hanno origine le correnti profonde dell'intero Mediterraneo e l'innalzamento delle temperature potrebbe mettere a rischio questo meccanismo. Nel video l'intervista ad Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace.

    Se i fondali patiscono, anche le coste non se la passano bene. Ispra, l'istituto di ricerca del Ministero della Transizione ecologica, ha aggiornato la banca dati evidenziando come negli ultimi vent'anni, ogni anno, il Belpaese abbia perso cinque chilometri di costa naturale a causa delle cementificazioni. Un colpo d'occhio evidente nelle mappe dinamiche del portale, sempre più colorate di rosso e di grigio e sempre meno di verde.
    
    					

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