Liguria
    04 Luglio 2022 Aggiornato alle 23:05
    Ambiente

    I progetti per salvare la biodiversità del Mar Ligure

    L'Università di Genova monitora l'aumento della temperatura dell'acqua e lavora sulla reintroduzione di patelle, nacchere di mare e posidonia
    di Valentina Gregori

    "Rivitalizzazione: azione collettiva per l'oceano": è questo il motto della Giornata mondiale degli Oceani 2022. Si punta sulle comunità e su quanto esse possono fare per proteggere questo scrigno inestimabile, che contiene più della metà di tutta la vita sulla terra, assorbe un quarto della CO2 che emettiamo e rilascia la metà di tutto l'ossigeno dell'atmosfera. Le minacce sono la pesca eccessiva, l'erosione di habitat, l'inquinamento e il riscaldamento globale.
    Riscaldamento di cui da tre anni l'Università di Genova, con Greenpeace, misura la portata anche da noi: la campagna Mare caldo registra le temperature dell'acqua, dalla superficie a quaranta metri di profondità, in undici aree marine protette (tra cui Portofino e Cinque Terre), e le vede crescere inesorabilmente. Nel Mediterraneo sono penetrate intanto specie aliene, amanti del caldo, come pesci scorpione, siganidi e vermocani.
    In ambito "rivitalizzazione", l'Università di Genova porta avanti alcuni progetti per contrastare la perdita di biodiversità. Il primo ha consentito di riprodurre e reintrodurre con successo la Patella ferruginea, praticamente estinta nel Mar Ligure. Ora si punta sulla Pinna nobilis, la nacchera di mare, decimata da un patogeno favorito dal caldo. C'è infine la Posidonia oceanica, pianta fondamentale per gli ecosistemi, per cui partirà nei prossimi giorni un programma di riforestazione. Si tratta di progetti che richiederanno anni di lavoro, ma che danno buone prospettive di riuscita.

    Nel servizio, montato da Niroshan Tomatis, l'intervista a Monica Montefalcone, ricercatrice Distav Università di Genova.
    
    					

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