Lombardia
28 Maggio 2022 Aggiornato alle 12:48
Cronaca

L'ultimo saluto a Stefania e Giulia

I funerali a Samarate dopo la strage. Il nonno: "Tutto ciò che ci è successo ci è caduto addosso come un macigno"
di Lorenzo Galeazzi
Credits © Ipa Agency
Centinaia di persone hanno partecipato nella chiesa della Santissima Trinità di  Samarate (Varese) all'ultimo saluto per Stefania Pivetta, 56 anni, e sua figlia Giulia, 16 anni, uccise dal marito e padre Alessandro Maja, 57 anni, all'alba del 4 maggio scorso. La bara bianca per Giulia, i fiori gialli, i palloncini, familiari e amici, compagni di scuola e insegnanti, silenziosamente sono arrivati sul sagrato della chiesa assieme al sindaco di Samarate Enrico Puricelli, alla vicepresidente di Regione Lombardia Francesca Brianza, e al presidente della Provincia Emanuele Antonelli e i sindaci di Ferno e Cassano Magnago, Filippo Gesualdi e Nicola Poliseno. "Aveva una gran voglia di vivere, era molto attaccata ai suoi figli e anche al marito", ha detto la cugina di Stefania prima dell'inizio della
cerimonia funebre, "non ci sono parole per quello che è accaduto".
"Dobbiamo avere paura di noi stessi. Perché il male è arrivato così in profondità nell'ambito famigliare e tu non hai fermato la sua mano?", ha detto il parroco di Samarate don Nicola Ippolito. "Non abbiamo risposte, ma siamo aggrappati a quella croce, che non è l'ultimo atto, perché noi sappiamo che il Cristo è risorto e che ritroveremo Giulia e Stefania".
"Tutto ciò che ci è successo ci è caduto addosso come un macigno, abbiamo sentito tre coltellate nel petto, una per Stefi, una per Giulia e quella più dolorosa per Nicolò". Queste le parole, di Giulio Pivetta. "Speriamo che dall'alto lo proteggano e gli diano la forza di andare avanti", ha proseguito Pivetta riferendosi al nipote ancora in rianimazione, "Stefania era una figlia generosa, con
entusiasmo per la vita, tanti interessi e passione", ha aggiunto, "Giulia, il mio angelo, era una ragazza dolce e semplice, con una sensibilità fuori dal comune". Poi ha concluso: "pregate perché Nicolò possa rimettersi al più presto, le mie lacrime sono quasi finite, spero possano essere di gioia per il suo ritorno a casa".

					

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