Lombardia
19 Agosto 2022 Aggiornato alle 16:05
Cronaca

Ai domiciliari presunto pedofilo telematico, l'opposizione della procura

"A casa da solo l'uomo potrebbe ricominciare con gli adescamenti online", scrivono gli inquirenti che hanno presentato ricorso al tribunale del Riesame
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Da una parte il giudice per le indagini preliminari. Dall'altra la procura di Milano

Il primo ha messo ai domiciliari un presunto pedofilo che adescava le vittime su whattsapp

Decisione contestata dagli inquirenti che chiedono il ripristino della custodia in carcere perché in casa, da solo, l'indagato potrebbe ricominciare con gli abusi telematici. L'udienza al Riesame è fissata per ottobre. Fino ad allora l'uomo rimarrà nella sua abitazione.

Lui è un insospettabile professionista di circa trent’anni, fidanzato e con una vita, in apparenza, perfettamente normale. Sui social però, attraverso un falso profilo, si spacciava per un 14enne di bella presenza che circuiva ragazzine fra i 10 e i 13 anni

26 le vittime individuate. Alle bambine via chat chiedeva di spogliarsi e di immortalarsi nude. Sui suoi dispositivi sono state rintracciate centinaia di fotografie. Le indagini sono partite dalla denuncia di una famiglia di una di queste giovani. 

Ora il trentenne deve rispondere di una serie di addebiti: fra cui detenzione e cessione di materiale pedo-pornografico e, per alcuni casi, di violenza sessuale aggravata dalla minore età. Anche se avvenuta attraverso un mezzo telematico. 

Reati odiosi anche se nascosti: fra gennaio 2021 e marzo 2022 in Lombardia la Polizia postale ha registrato quasi 500 casi di adescamento online, una settantina gli episodi che riguardano vittime minori di 13 anni. 350 le persone indagate per queste condotte. 

Il servizio di Lorenzo Galeazzi, che ha intervistato Giovanni Tarzia, sostituto procuratore della Repubblica di Milano

 
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