L'ex eurodeputato (prima del Pd, poi Articolo Uno, oggi presidente di una Ong) Antonio Panzeri "è sospettato" di essere intervenuto "politicamente con i membri" che lavorano al Parlamento Europeo "a beneficio di Qatar e Marocco". Lo si legge in uno degli atti dell'indagine di Bruxelles per "corruzione di funzionari e membri degli organi delle Comunità europee e di Stati esteri, riciclaggio e associazione per delinquere". Nel documento è scritto che comunque vige la "presunzione di innocenza".
Panzeri è stato fermato venerdì con altre 4 persone dalla procura generale Belga che indaga su un piano di corruzione che coinvolgerebbe deputati in carica al parlamento europeo. Se risultassero confermate le accuse, sarebbe un terremoto per la politica europea.
Intanto in mattinata, davanti alla Corte d'Appello di Brescia, c'è stata l'udienza di convalida dell'arresto, di Maria Colleoni e Silvia Panzeri, moglie e figlia dell'ex eurodeputato, fermate venerdì sera nell'abitazione di famiglia a Calusco d'Adda, nella bergamasca, in esecuzione di un mandato di arresto europeo. A loro sono stati concessi i domiciliari.
Sono accusate degli stessi reati contestati all'ex eurodeputato, per la magistratura inquirente belga sarebbero state consapevoli delle attività del marito/padre e addirittura avrebbero partecipato nel trasporto dei 'regali' dati al Marocco attraverso Abderrahim Atmoun, ambasciatore del Marocco in Polonia.
E ancora c'è un altro lombardo nell'inchiesta, il milanese Francesco Giorgi, assistente parlamentare di un eurodeputato del pd, sotto interrogatorio e come Panzeri in attesa di sapere se la magistratura inquirente belga confermerà le accuse. Giorgi è il compagno di una delle vicepresidenti del parlamento europeo, la greca Khaili che sarebbe stata arrestata - riferiscono le cronache - in flagranza di reato.