Il dibattimento comincerà il 16 marzo a Brescia: imputati il Procuratore aggiunto di Milano, Fabio De Pasquale, e il Pubblico Ministero Sergio Spadaro, ora alla Procura europea. Il giudice per le indagini preliminari, che ha disposto il rinvio a giudizio, ha accolto dunque l'ipotesi dell'accusa - che esistano cioè elementi di prova a carico dei due magistrati.
De Pasquale e Spadaro, titolari del processo Eni-Shell Nigeria, ormai chiuso, sono accusati di rifiuto di atti d'ufficio. Avrebbero cioè volontariamente nascosto prove a favore della difesa. Il processo è terminato con l'assoluzione in via definitiva delle due società e dei 13 imputati, ma ha generato un terremoto nella procura di Milano.
A questo procedimento è legato anche lo scandalo Loggia Ungheria, per cui sono finiti a giudizio, sempre a Brescia, il pm Paolo Storari, assolto, e l'ex componente del Consiglio superiore della Magistratura Piercamillo Davigo, per il quale non si è ancora arrivati a sentenza. A novembre De Pasquale e Spadaro, in aula, avevano respinto le accuse: "nessuna omissione" bensì un "pieno esercizio" dei doveri di ufficio.