Processo Eni-Shell Nigeria: De Pasquale e Spadaro rinviati a giudizio a Brescia

I due magistrati sono accusati di aver volontariamente nascosto prove a favore della difesa, nel processo che si è concluso con l'assoluzione in via definitiva delle due società ma ha generato un terremoto nella procura milanese. In aula il 16 marzo

Il pm Sergio Spadaro in aula nel 2015
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Il pm Sergio Spadaro in aula nel 2015

Il dibattimento comincerà il 16 marzo a Brescia: imputati il Procuratore aggiunto di Milano, Fabio De Pasquale, e il Pubblico Ministero Sergio Spadaro, ora alla Procura europea. Il giudice per le indagini preliminari, che ha disposto il rinvio a giudizio, ha accolto dunque l'ipotesi dell'accusa - che esistano cioè elementi di prova a carico dei due magistrati.

De Pasquale e  Spadaro, titolari del processo Eni-Shell Nigeria, ormai chiuso, sono accusati di rifiuto di atti d'ufficio. Avrebbero cioè volontariamente nascosto prove a favore della difesa. Il processo è terminato con l'assoluzione in via definitiva delle due società e dei 13 imputati, ma ha generato un terremoto nella procura di Milano. 

A questo procedimento è legato anche lo scandalo Loggia Ungheria, per cui sono finiti a giudizio, sempre a Brescia, il pm Paolo Storari, assolto, e l'ex componente del Consiglio superiore della Magistratura Piercamillo Davigo, per il quale non si è ancora arrivati a sentenza. A novembre De Pasquale e Spadaro, in aula, avevano respinto le accuse: "nessuna omissione" bensì un "pieno esercizio" dei doveri di ufficio.