Capitale della Cultura, sulle Mura venete di Bergamo l'ultimo scudo blu per tutelare i monumenti

Nati per proteggere i beni culturali dai conflitti armati, i simboli della Croce Rossa sono stati apposti anche su 20 luoghi storici delle due città. Enzo Iacchetti dona un'ambulanza per non dimenticare le sofferenze del Covid

È il simbolo internazionale che tutela i beni culturali nei conflitti armati. Lo Scudo Blu. Nell'anno di Bergamo Brescia Capitale della Cultura, la Croce Rossa ha scelto di metterne venti sui monumenti che più rappresentano l'identità delle due città. L'ultimo è arrivato sulle mura venete di Bergamo, già patrimonio Unesco.

“Sappiamo quanto è importante sensibilizzare tutti sulla protezione delle persone che è il nostro primo obiettivo ma quanto poi è importante proteggere la nostra storia attraverso tutti questi simboli”, dice Gianmaria Domenghini, vicepresidente Croce Rossa Comitato Bergamo.

In un paese in cui per fortuna non ci sono guerre in corso, gli Scudi diventano uno stimolo a prendersi cura dei luoghi della cultura.
“Deve servire a tutti quanti a ricordare il nostro patrimonio che è prezioso e a vedere con un occhio critico quello che accade anche nei posti dove invece la guerra c'è. Questa nostra campagna nazionale ha avuto inizio in Lombardia. Da qui, continuerà in Lombardia e senz'altro nel resto d'Italia”, afferma Rosario Valastro, presidente Croce Rossa Nazionale.

La Croce Rossa di Bergamo ha anche ricevuto una nuova ambulanza. A donarla, con i proventi del suo volume "Non è un libro", Enzo lacchetti. Che ha commentato: “Durante il primo lockdown, io ero attanagliato dalla paura. Questa ambulanza avevo in mente da subito di regalarla a Bergamo perché non vorrei che il popolo italiano dimenticasse quei camion pieni di bare…”