Lo smart working resiste al ritorno alla legge pre-Covid

La proroga per il settore privato è scaduta il 31 marzo, ma nelle aziende - banche in prima fila - il lavoro da remoto resta in vigore. A Milano 235mila i dipendenti interessati

Le regole sono tornate ai tempi pre-Covid ma lo smart working non fa passi indietro. Dal primo aprile si lavora da casa solo accordi con l'azienda. Niente più deroghe per fragili o per chi ha figli under 14. Nel concreto, però, c'è stato modo di organizzarsi. Il settore bancario è tra i più avanzati e segnalarlo è lo stesso sindacato Fabi. Anche la Cisl segnala continuità, anche tra le piccole imprese, dove i lavoratori da remoto sono circa uno su dieci del potenziale, secondo l'Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano. 

Nel capoluogo lombardo, secondo lo stesso Osservatorio, il lavoro agile riguarda 235mila persone, un terzo della regione. In tutta Italia nel 2024 sono stimati invece in 3,65 milioni, oltre sei volte il dato pre-Covid. 

Nel servizio di Fabrizio Patti, montato da Luigi Carbone, le voci di Erica Monea, impiegata bancaria, Daniele Ginese, segretario nazionale Fabi, ed Eros Lanzoni, segr. Cisl Milano Metropoli.