Schlein: "Non stiamo parlando della candidatura di Ilaria Salis"

La leader del Partito Democratico ha incontrato il padre dell'attivista monzese detenuta a Budapest, poi ha frenato sull'ipotesi di metterla in lista alle Europee

La segretaria del Pd, Elly Schlein e il padre di Ilaria Salis, Roberto, hanno parlato in mattinata: l'ipotesi di una candidatura dell'attivista monzese in carcere a Budapest era sembrata reale, ma alla fine è stata la leader Dem a frenare.

"Questa ipotesi non è in campo - ha detto Schlein - non c'è in corso alcuna trattativa. Ho voluto incontrare il padre di Salis per discutere come possiamo aiutare a toglierla dalla condizione in cui si trova. Nel dibattito sul totonomi terrei fuori una situazione delicata come questa". 

Questione archiviata? Forse. L'incontro è arrivato dopo che il padre dell'attivista monzese, accusata dell'aggressione a un militante di estrema destra in Ungheria e detenuta in condizoni che hanno suscitato proteste in Italia, aveva criticato la Schlein accusandola di aver gestito male l'ipotesi candidatura.

Il tema suscita commenti anche nel centrodestra. Tra gli altri, il presidente del Senato, Ignazio La Russa: “Una candidatura può funzionare per i voti - ha detto -, dal punto di vista della vicenda giudiziaria non so dire se è una mossa utile o negativa”.

Una ipotetica elezione a Bruxelles avrebbe posto il tema dell'immunità parlamentare, che tuttavia non è scontata.